Category : Rassegna stampa

“Bonus pubblicità” 2019: credito d’imposta prenotabile dal 1° ottobre

Con la pubblicazione nella G.U. del 12.08.2019 della legge di conversione del DL 59/2019 (c.d. “Decreto cultura e sport”) è stato reintrodotto, a decorrere dal 2019 ed in misura permanente, il credito d’imposta per gli investimenti incrementali in campagne pubblicitarie su stampa, radio e televisioni locali.

Beneficiari: soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo ed enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, il cui valore complessivo superi l’1% degli investimenti effettuati nell’anno precedente sui medesimi mezzi di informazione.

Spese ammissibili: investimenti relativi all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, anche on line, nazionali e locali, ovvero nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Agevolazione: credito d’imposta nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti pubblicitari effettuati nell’anno 2019 rispetto al 2018, nei limiti delle risorse disponibili. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, con codice tributo “6900”.

Domande: i soggetti interessati devono inviare la domanda di accesso al credito per l’anno 2019 a partire dal 1° ottobre e fino al 31 ottobre 2019 utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. A regime, l’invio della comunicazione dovrà avvenire tra il 1° e il 31 marzo di ciascun anno.

Per avere maggiori informazioni, è possibile consultare il seguente link.

Restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti in merito e per valutare le opportunità di accesso all’agevolazione.

Bando Archè: contributi a fondo perduto per avvio e consolidamento di attività d’impresa e professionali in Lombardia

Bando Archè sostiene le nuove realtà, siano esse micro-piccole-medie imprese (MPMI) o Liberi Professionisti aventi una sede in Lombardia, attraverso il finanziamento di Piani di Avvio – Misura A (per le attività in fase di avvio o avviate da massimo 2 anni) o di Piani di Consolidamento – Misura B (per le attività avviate da più di 2 e fino a  4 anni), mediante un contributo a fondo perduto.
La dotazione finanziaria è pari a 16 milioni:
Per la Misura A – Piani di Avvio la dotazione finanziaria è pari a 6 milioni di euro, di cui 1 milione di euro quale riserva per le Start Up innovative iscritte presso la sezione speciale delle CCIAA di Regione Lombardia.
Per la Misura B – Piani di Consolidamento la dotazione finanziaria è pari a 10 milioni di euro, di cui 2 milioni di euro quale riserva per le Start Up innovative iscritte presso la sezione speciale delle CCIAA di Regione Lombardia.

La Misura A – Piani di Avvio prevede:

  • investimento minimo di 30 mila euro;
  • contributo pari al 40% dell’investimento ammissibile;
  • contributo massimo di 50 mila euro.

La Misura B – Piani di Consolidamento prevede:

  • investimento minimo di 40 mila euro;
  • contributo pari al 50% dell’investimento ammissibile;
  • contributo massimo di 75 mila euro.

L’erogazione avviene a saldo in un’unica soluzione, previa verifica della rendicontazione presentata.
L’agevolazione è concessa nei limiti del de minimis.

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata esclusivamente online a partire dalle ore 12:00 del 2 ottobre 2019 ed entro le ore 12:00 del 15 novembre 2019 (e comunque fino a esaurimento risorse) accedendo al portale Bandi online.

Comunicazioni ai contribuenti sulle anomalie da studi di settore per il triennio 2015-2017

Con Provvedimento n. 224117 del 27.06.2019, l’Agenzia delle Entrate ha individuato 68 tipologie di anomalie risultanti dai dati degli studi di settore per le annualità 2015-2016-2017, e le modalità di segnalazione ai contribuenti.

Nello specifico, le comunicazioni di anomalia sono disponibili nel Cassetto fiscale del contribuente e comunicate all’intermediario abilitato, se il contribuente ha effettuato tale scelta, oppure inviando al contribuente una comunicazione a mezzo PEC e un avviso per posta elettronica o sms.
Il contribuente potrà fornire chiarimenti e precisazioni tramite il software gratuito “Comunica­zioni anomalie 2019”, ovvero potrà sanare eventuali violazioni commesse avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso (ex art. 13 del D.Lgs. 472/97).

Si segnala che le anomalie più significative, riscontrate dall’Amministrazione finanziaria, possono riguardare: irregolarità tra gli ammontari indicati di esistenze iniziali e rimanenze finali; anomalie nella gestione del magazzino; incongruenze tra i dati indicati nel Quadro F – Elementi contabili e quelli cor­rispondenti dichiarati nel Quadro T – Congiuntura economica; anomalie relative ai beni strumentali e agli ammortamenti; anomalie relative ai dati relativi al personale; indicazione della causa di esclusione riconducibile al non normale svolgimento dell’attività; incoerenze tra lo studio applicato, i dati strutturali e gli elementi specifici dell’attività dichiarati.

Dichiarazione annuale IVA 2018: in arrivo le segnalazioni di anomalia

Con Provvedimento n. 216422 del 25.06.2019, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità operative di messa a disposizione dei contribuenti e della Guardia di Finanza degli esiti del confronto operato tra i dati delle fatture trasmessi dai soggetti passivi IVA e i dati trasmessi attraverso la dichiarazione annuale IVA relativa al periodo d’imposta 2018, ovvero di segnalazione della omessa o infedele presentazione della dichiarazione stessa.

Nello specifico, qualora dal confronto siano rilevati even­tuali inadempimenti nella presentazione della dichia­ra­zio­ne IVA:

  • l’Agenzia delle Entrate invia al contribuente una comunicazione a mezzo PEC, consultabile anche all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi” del contribuente, unitamente agli elementi informativi di dettaglio;
  • il contribuente potrà richiedere informazioni o fornire elementi utili, fatti o circostanze non conosciuti dall’Agenzia delle Entrate al fine di giustificare l’anomalia rilevata, ovvero potrà sanare eventuali violazioni commesse avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso (ex art. 13 del D.Lgs. 472/97).

Reteconomy: l’intervista a Gianluigi Bertolli sulla tutela del patrimonio famigliare

Il dott. Gianluigi Bertolli è stato intervistato da Luigi Dell’Olio per Reteconomy – Family Office sui temi del passaggio generazionale, della tutela dei patrimoni familiari e dello “spettro” di una imposta patrimoniale

“Pianificare la successione non è mai una procedura standard”,  afferma il dott. Bertolli, è necessario infatti intercettare le diverse aspettative e individuare lo strumento più adatto alle esigenze espresse dal cliente.

Per tutelare il patrimonio nell’attuale congiuntura economica è consigliabile giocare in difesa, optando per una pianificazione prudente, il cui primo obiettivo sia preservare il capitale.

La puntata completa è visibile al seguente link.

L’assetto procedurale e di controllo nelle PMI alla luce dei nuovi obblighi normativi – Diritto 24

  • Studio Bertolli
  • 14 maggio 2019

Pubblichiamo l’articolo a firma di Maria Catalano, Studio Bertolli & Associati, apparso su Diritto 24

L’attuale quadro competitivo e normativo rende sempre più importante, se non imprescindibile, che le aziende di piccole e medie dimensioni si dotino di un adeguato assetto organizzativo interno, che consenta loro da una parte di disciplinare l’ordinato e corretto svolgimento dell’attività d’impresa, dall’altra parte di rispondere prontamente alle sfide ed ai mutamenti dell’ambiente circostante.

In tale contesto, è senza dubbio di grande utilità l’adozione di strumenti operativi interni che consentano di definire, e fornire a tutti i dipendenti e collaboratori della società, linee guida e modalità operative uniformi per lo svolgimento dei processi aziendali, rendendoli controllabili sia durante le quotidiane fasi di esecuzione, che ex post.

La predisposizione di idonee procedure interne, e la loro formalizzazione all’interno di un organico manuale aziendale, consente infatti di definire i ruoli e le responsabilità di tutto il personale dipendente, di illustrare le modalità operative da seguire nello svolgimento delle singole operazioni societarie, di garantire la separazione delle funzioni e dei compiti affidati ai diversi soggetti. In tal modo diventa possibile governare compiutamente, ed in linea con la normativa di settore, i processi aziendali, e pervenire alla definizione di una struttura organizzativa, amministrativa e contabile efficace ed efficiente.

Le procedure, qualora adeguatamente redatte e condivise all’interno della struttura aziendale, consentono infatti di supportare i dipendenti e i collaboratori nella comprensione dei propri doveri e degli obblighi da osservare nello svolgimento delle funzioni assegnate, nonché di assicurare, da parte dei soggetti con ruoli dirigenziali, un’adeguata vigilanza sulle attività del personale, mediante anche la definizione di flussi informativi e procedure di reporting interno.

La redazione di un manuale delle procedure, che può essere sviluppato internamente con il supporto delle singole aree di business, o avvalendosi dell’ausilio di consulenti esterni, prende le mosse dalla mappatura dei processi operativi aziendali, individuando le fasi di cui essi si compongono e le funzioni svolte dal personale incaricato, e porta alla formalizzazione di appropriate procedure scritte, fruibili da tutto il personale dipendente. In tal modo è possibile mitigare il rischio che un singolo dipendente divenga “indispensabile”, in quanto unico depositario delle conoscenze operative della propria area.

Ciascuna procedura, in sintesi, è strutturata identificando compiutamente gli scopi e gli obiettivi cui intende dare risposta, il campo di applicazione, la matrice delle responsabilità per specifica attività, il flusso sequenziale delle attività che compongono il singolo processo, la descrizione delle attività e delle operazioni e, in ultimo, gli indicatori e i parametri di controllo.

La redazione delle procedure aziendali deve, infatti, consentire anche la definizione di adeguati controlli c.d. “di linea”, da attuarsi da parte degli stessi operatori coinvolti nel processo, allo scopo di verificare e assicurare il rispetto delle previsioni aziendali, la correttezza nell’esecuzione dei compiti e nei comportamenti, nonché fornire risposte complete e tempestive alle richieste degli organi esterni di controllo.

La redazione del manuale delle procedure deve comunque essere modulata, in termini di struttura e grado di dettaglio, sulle esigenze della realtà aziendale, secondo le peculiari caratteristiche del modello organizzativo e di business dell’impresa, garantendo la personalizzazione sulla base dei valori e degli obiettivi aziendali. Si deve anche garantire l’applicazione del principio di proporzionalità, valutando adeguatamente la complessità e dimensione dell’impresa, così da portare alla creazione di strumenti e regole coerenti con la realtà operativa, appesantire inutilmente la struttura.

Organo di controllo o revisore nelle Srl: obbligo di nomina e scadenze

Su PMI.it un approfondimento a firma della Dott.ssa Tatiana Lupo sull’ampliamento dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo o revisore nelle Srl: termini e modalità di applicazione delle nuove regole.

Il D.Lgs. n. 14 del 12.1.2019, pubblicato sulla G.U. n. 38 del 14.2.2019, introduce nel nostro ordinamento il nuovo “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” che estende, per le società a responsabilità limitata, l’ambito di applicazione dei controlli societari ampliando i casi in cui è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o del revisore.

In particolare, l’art. 379 del D.Lgs. 14/2019 modifica la lettera c) dell’art. 2477 del codice civile, prevedendo che la nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

  1. totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;
  2. ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;
  3. dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

Rispetto alla norma previgente, l’obbligo di nomina scatta al superamento, per due esercizi consecutivi, di uno solo dei tre parametri di riferimento (in precedenza erano due), peraltro    significativamente ridotti.

Ante Riforma Post Riforma
Parametri Per 2 esercizi
consecutivi

superamento
di
2 dei 3 limiti
Per 2 esercizi
consecutivi
superamento
di 1
dei 3 limiti
Attivo Stato
Patrimoniale
4.400.000 2.000.000
Ricavi vendite
e prestazioni
8.800.000 2.000.000
Dipendenti occupati
in media nell’esercizio
50 unità 10 unità

L’obbligo di nomina cessa quando, per tre esercizi consecutivi (e non più per due), non viene superato alcuno dei suddetti limiti.

Quanto alla decorrenza delle nuove regole, l’art. 379 del D.Lgs. 14/2019, prevede che le Srl costituite alla data del 16 marzo 2019 (data di entrata in vigore della norma), qualora ricorrano i presupposti, devono provvedere alla nomina dell’organo di controllo o del revisore e, se necessario, adeguare l’atto costitutivo e lo statuto alle nuove disposizioni, entro i 9 mesi successivi, ossia entro il 16 dicembre 2019.

L’adeguamento dello statuto si rende necessario, ad esempio, quando lo stesso non contiene alcuna previsione in tema di controlli, oppure quando prevede la nomina obbligatoria dell’organo di controllo in caso di superamento dei limiti di cui all’art. 2435-bis del c.c. (che connotano, se superati, le società tenute alla redazione del bilancio in forma estesa) e non rinvia invece all’art. 2477 c.c. oggetto della recente modifica.

In sede di prima applicazione delle nuove regole, per espressa previsione normativa, gli esercizi cui fare riferimento ai fini della verifica del superamento dei parametri sono i due esercizi antecedenti la scadenza del 16 dicembre 2019, pertanto, il 2017 e il 2018.

Di conseguenza, le Srl che nel 2017 e nel 2018 hanno superato i nuovi limiti, sono tenute a nominare l’organo di controllo o il revisore ed, eventualmente, ad adeguare l’atto costitutivo e lo statuto, entro il prossimo 16 dicembre.

Poiché, così facendo, l’organo di controllo o revisore nominato a fine 2019, non avrebbe i tempi tecnici per formarsi un’adeguata conoscenza dell’impresa e pianificare i lavori di revisione sul bilancio 2019, da certificare entro il successivo mese di aprile 2020, è consigliabile che le società interessate provvedano all’adeguamento dello statuto e alla nomina dell’organo di controllo o del revisore già in sede di approvazione del bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2018, quindi, entro il mese di aprile.

Una volta a regime, invece, l’art. 2477 c.c. prevede che la nomina debba avvenire entro il termine di 30 giorni dall’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti previsti dalla norma.

Per evitare di adeguarsi alle nuove disposizioni, le Srl che superano i nuovi limiti potrebbero decidere di deliberare una trasformazione regressiva da società di capitali a società di persone, valutando con attenzione il diverso regime di responsabilità a cui andrebbero incontro i soci.

L’articolo è disponibile anche al presente link.

Bando “AL VIA”: ampliate le risorse destinate alle PMI lombarde

La Regione Lombardia, con il D.g.r. 18.02.2019 n. XI/1276, ha messo a disposizione nuovi fondi (euro 25,1 milioni) per il bando “AL VIA” che concede contributi e finanziamenti alle PMI che intendono effettuare investimenti produttivi, incluso l’acquisto di macchinari e impianti, inseriti in piani di sviluppo aziendali o di rilancio di aree produttive, al fine di implementare le condizioni ottimali di produzione, di massimizzare l’efficienza nell’utilizzo di fattori produttivi, di ottimizzare la produzione e la gestione dei rifiuti, di garantire la salubrità dei luoghi di lavoro e la sicurezza dei processi produttivi, di pianificare azioni di crescita sui mercati nazionali ed internazionali.
La finestra temporale per la presentazione delle domande, salvo esaurimento anticipato delle risorse, resta fissata al 31 dicembre 2019.

L’avviso è consultabile al seguente link.

Fatturazione elettronica: assolvimento dell’imposta di bollo

L’imposta di bollo sulle fatture, dovuta qualora il documento sia di importo superiore ad Euro 77,47 e il relativo corrispettivo non sia assoggettato ad IVA, deve essere versata secondo le modalità e i termini previsti dal DM 17.6.2014.

Tal disposizione è stata modificata dal DM 28.12.2018, il quale ha stabilito che, per le fatture elettroniche emesse a partire dal 1° gennaio 2019, il versamento dell’imposta di bollo deve essere effettuato trimestralmente, anziché annualmente, entro il giorno 20 del mese successivo a ciascun trimestre solare.

Secondo le nuove disposizioni, l’ammontare dell’imposta dovuta sarà reso noto dall’Agenzia delle Entrate all’interno del proprio sito, nell’area riservata al soggetto passivo IVA e il versamento potrà avvenire, alternativamente:

  • mediante il servizio disponibile nell’area riservata, con addebito sul c/c bancario o postale;
  • mediante F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate.

Nella tabella che segue si riepilogano le scadenze di versamento dell’imposta di bollo per le fatture elettroniche emesse nel 2019, tenendo conto del differimento al primo giorno lavorativo successivo dei termini che scadono di sabato o in giorno festivo.

Trimestre di riferimento Scadenza versamento
gennaio-marzo 2019 23.04.2019
aprile-giugno 2019 22.07.2019
luglio-settembre 2019 21.10.2019
ottobre-dicembre 2019 20.01.2020

Sulla fattura elettronica va riportata la dicitura “assolvimento virtuale dell’imposta di bollo ai sensi del DM 17.6.2014” compilando il campo “Dati bollo” presente nella sezione “Dati generali” del file XML.

Bando ISI INAIL 2018: finanziamenti a fondo perduto per le imprese che investono in sicurezza sul lavoro

L’Inail incentiva le imprese che realizzano progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori nonché le micro e piccole imprese agricole che acquistano nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità, il rischio antinfortunistico o il rischio derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Beneficiari: imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale, in possesso dei requisiti di cui all’Avviso pubblico ISI 2018 (per i progetti finalizzati alla riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi possono partecipare anche gli Enti del terzo settore).

Agevolazione: finanziamenti in conto capitale distinti in funzione dei destinatari e del tipo di progetti realizzati.

Domande: prima fase dal 11 aprile 2019 al 30 maggio 2019.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il seguente link.

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