Decreto Rilancio ed esenzione dal pagamento della prima rata IMU su immobili del “settore turistico”: e le “case per ferie”?

Il D.L. n. 34/2020, c.d. “Decreto Rilancio”, all’art. 177 prevede l’esenzione dal pagamento della prima rata dell’IMU dovuta per l’anno 2020 per gli immobili destinati alle seguenti attività rientranti nel settore turistico:

  1. a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché gli immobili degli stabilimenti termali;
  2. b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e gli immobili degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Come balza ad immediata evidenza, tra le attività citate non vengono ricomprese le “Case per ferie” che, non solo, fanno parte del settore turistico ma addirittura sono connotate da una forte componente sociale del turismo stesso.

L’elencazione riportata dal decreto è da ritenersi esaustiva e non esemplificativa, ragione per cui non è estensibile l’esenzione a immobili classificati in modo diverso da quelli espressamente contemplati dalla norma.

Ci si augura che in sede di conversione del Decreto il legislatore si ravveda e ricomprenda nell’esenzione anche gli immobili la cui autorizzazione all’esercizio sia quella di “case per ferie”; a primo acchito, infatti, sembrerebbe più una dimenticanza dell’estensore che non una espressa intenzione di esclusione per le stesse anche considerato, come detto, l’aspetto “sociale” dell’attività turistica svolta da tali strutture.

Ciò premesso, si desidera richiamare l’attenzione sulla opportunità di procedere quindi al pagamento della prima rata IMU per l’anno 2020 relativamente a tali immobili al fine di evitare il rischio di vedersi richiedere dal Comune competente l’imposta non versata oltre le sanzioni gravanti sulla stessa.

Qualora in sede di conversione del Decreto venisse auspicabilmente estesa l’esenzione anche alle “case per ferie”, sarà sempre possibile compensare il secondo acconto IMU con l’importo versato per il primo acconto che, a quel momento, sarà ovviamente un credito per versamento effettuato ma non dovuto.