Di padre in figlio senza traumi – Italia Oggi – 22 maggio 2017

  • Studio Bertolli
  • 23 maggio 2017

Sette passaggi generazionali su dieci sono un successo
I dati dello studio Cerif commentati dai consulenti che spiegano quali errori non fare

Italia Oggi, 22 maggio 2017
Articolo a firma di Maria Chiara Furlò

Di padre in figlio. Il passaggio di mano, quando si tratta delle redini di un’azienda, può diventare uno dei momenti più difficili sia per la famiglia sia per l’impresa. Eppure, si tratta di una sfida che conviene accettare, visto che il 71% dei cambi generazionali  finiscono con un successo. È quanto emerge da uno studio dell’associazione Cerif (Centro di ricerca sulle imprese di famiglia) condotto in occasione del lancio della VII edizione del premio “Di Padre in Figlio, il gusto di fare impresa“, su un campione di PMI con fatturato compreso tra i 15 e i 150 milioni di euro, che hanno affrontato e gestito il passaggio generazionale. Effettuata su 34 cambi generazionali, la ricerca ha evidenziato che la maggioranza termina con un successo, solo il 12% ha avuto esito negativo mentre il 7% circa è ancora in atto.
Consultando gli altri risultati cdi questo studio si scopre che ogni anno sono 60 mila gli imprenditori coinvolti in un passaggio generazionale, che la durata media di queste operazioni è di 3 anni e mezzo e che si tratta di un momento che vede il coinvolgimento di una media di 3,5 membri della famiglia e di uno, due consulenti o attori chiave.

L’opinione del commercialista Gianluigi Bertolli, senior partner di Bertolli & Associati, è che la prima e non sempre agevole indagine che un professionista chiamato ad assistere l’imprenditore in questa difficile scelta che si trova a dover affrontare sia questa: “Comprendere esattamente le volontà di disponente e valutare le potenzialità sia dell’azienda che dei futuri che la dovranno gestire. Non è sempre detto, infatti, che all’interno del nucleo familiare vi siano le giuste risorse umane per garantire la continuità dell’impresa e che, quindi, la scelta migliore non sia quella di alienare l’azienda stessa piuttosto che lasciarla in mani incapaci”. Secondo Bertolli, infatti, bisogna avere chiaro che gli obiettivi del passaggio generazionale sono fondamentalmente due: tutelare l’integrità e la continuità dell’impresa ed evitare conflitti tra eredi. Il successo di un’operazione di passaggio generazionale si misura anche dalla capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati.

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